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Vicente Amigo 

 

Vicente Amigo nasce nel 1967 a Guadalcanal, paese che lo hai insignito con il titolo di ¨Hijo Predilecto¨, figlio prediletto, nell’Agosto 2000.
Vicente Amigo cresce e vive a Córdoba, città nella quale riceve in  regalo a otto anni una chitarra. Comincia a suonare con i tocaores locali, el Tomate e el Merengue, ma fu con Manolo Sanlúcar, con il quale studia e lavora per anni, che la sua strada di tocaor comincia a prendere forma.
Da molto giovane comincia ad accompagnare El Pele, e vinca a Badajoz nel 1988 il 1º premio del Concurso Internacional de Guitarra Flamenca.
Nel 1989 vince il primo premio di chitarra al Festival del Cante de las Minas e il premio Ramón Montoya al concurso de Arte Flamenco di Córdoba.
Incide il suo primo disco, “De mi corazón al aire”, nel 1991, che viene insignito con i premi ¨Icaro¨ (del quotidiano Diario 16) e  “El Ojo Crítico”(della Radio Nazionale Spagnola RNE).Fino ai due dischi successivi, “Vivencias imaginadas” (1995) e “Poeta” (1997), è tutto un succedersi di riconoscimenti, fra premi e occasioni di esibirsi accanto ad artisti come John McLaughlin, David Bowie, Stanley Jordan, Al Di Meola, Keith Richards, Bob Dylan, Milton Nascimento, Joao Bosco, Phil Manzanera, Paco de Lucía, Camarón de la Isla, ecc.
Nel 1992 ottiene il premio al Miglior Chitarrista al Concurso Nacional de Arte Flamenco.
Partecipa accanto a Paco de Lucía a Sevilla nel 1992 a “Leyendas de Guitarra”, e ancora, nel 1993,  al Festival de Maestres de la Guitarra in Portogallo.
“Poeta”viene insignito di vari premi, al Miglior Autore Flamenco e al Miglior Compositore Flamenco, nella 2ª edizione dei Premios della Musica nel 1997.  
Vicente stesso afferma: “Cerco di trovare la mia personalità, con il risultato che alcune cose mi sono molto chiare e su altre ho grandi dubbi. Occorre però porsi di fronte ai dubbi e risciare con naturalezza”.
Nel 1998 accompagna il cantaor José Mercé, nel suo disco “Del amanecer”.
Vicente Amigo ha fatto spettacoli ovunque in una gran quantità di paesi: Francia, Italia, Portogallo, Germania, Olanda, Belgio, Svizzera, Danimarca, Brasile, Messico, Cuba, Giappone, Turchia, Marocco, Tunisia...
Nel 2000 viene insignito con la Medaglia di Andalucía da parte della Giunta di Andalucía, per il suo percorso professionale.
Nell’Ottobre del 2000 esce il suo cd “Ciudad de las ideas” (BMG-Ariola), incisione che si può dire che segna una svolta nella musica flamenca, oltre al fruttare all’autore il riconoscimento internazionale di una nomination al Latin Grammy Awards del 2001 per la categoria di Miglior Album.
Nel 2002 riceve il Premio Ondas per “Ciudad de las Ideas” come l’opera più conosciuta nel mondo del flamenco, e al tempo stesso il Comune di Córdoba lo dichiara “Figlio Adottivo” della città.

Come chitarrista è di una perfezione assoluta in termini di tempismo e di gusto. Le sue soluzioni melodiche sono sempre ricercate, per trovare il suono che lo convinca al 100%. Il risultato è di una grande fluidità nella quale nulla sembra inciampare.
Nella composizione delle sue opere, come “Poeta”, ogni strumento entra nella melodia quasi di soppiatto, senza disturbare la globalità: semplicamente ti accorgi della presenza dello strumento quando già sta suonando.
Il flamenco risucchia la musica classica o forse viceversa: “Poeta” è un’opera in cui c’è un continuo gioco fra flamenco e musica classica, e il confine fra i due generi non c’è. Anche il confine fra i palos flamenchi è molto sottile: il suono dell’orchestra fonde scale musicali e ritmi con molta naturalezza, creando un continuo unico: i rasgueos della chitarra si confondono con i rulli dei timpani o con il vibrato degli archi. La musica che ne risulta offre molte immagini, un po’ come fosse musica da film.
Alla voce Vicente Amigo non attribuisce mai un rilievo centrale, e viene invece usata  al pari di un qualunque strumento musicale, scelta condivisa negli ultimi anni anche da Paco De Lucia, dal quale Vicente Amigo si fa largamente ispirare.
Ha grande libertà nel maneggiare la chitarra, è coraggioso nella ricerca di sonorità e responsabile delle proprie scelte musicali, anche di quelle più sperimentali, sempre sostenuto da una radice flamenca profonda.
Sul palco Vicente Amigo appare come nel salotto di casa (altra aqnalogia con Paco de Lucia), fra amici, sorride tranquillo. Eppure si coglie che il suo carattere non è sfacciato o esibizionista, anzi, al contrario pare “il ragazzo della porta accanto”.
Anche la ritmica è molto ricercata: i palmeros danno palmas in modo studiato per creare un effetto voluto.

web: www.vicente-amigo.com