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Sara Baras

 

Sara Baras nasce a Cádiz, nel 1971, e a 8 anni si trasferisce a nella vicina San Fernando, dove comincia i suoi studi artistici nella accademia di baile flamenco di sua madre, Concha Baras.
Entra a far parte del gruppo "Los Niños de la Tertulia Flamenca", con il quale partecipa a numerose esibizioni e giunge a ballare per la regina di Spagna, Doña Sofía.
A 18 anni vince il primo premio della televisione spagnola, la TVE, "Gente Joven".
Nel 1989 balla con la Compañía di Manuel Morao, esibendosi nel Festival di Teatro Flamenco Alhambra 89, a Granada, e nel 1991, con questa stessa compagnia rimane in cartello per due mesi interi in un teatro di Parigi.
Nel 1992 si esibisce in coppia con Javier Barón, partecipando alla Biennale della Danza di Lione e danzando al Palazzo dei Congressi di Parigi.
Durante la Expo 92 di Sevilla, Sara Baras balla nello spettacolo di Manuel Morao all’Auditorio de la Cartuja  e lo stesso spettacolo viene portato in scena al Teatro Town Hall di New York.
Successivamente si esibisce a  Genova con lo spettacolo "Mira qué Flamenco", al Teatro Verdi.
Nel 1994, balla accompagnando Enrique Morente nell’ambito della Semana Flamenca de la Caja de Avila, e nello stesso anno balla anche per la compagnia di Paco Peña, effettuando una tournée in tutta Europa.
Partecipa nello stesso anno ad uno spettacolo nel teatro Maestranza di Sevilla, nella Bienal del flamenco, nello spettacolo dedicato al bailaor e bailarin Antonio Ruiz Soler..
Nel 1996 entra a far parte della Compañía de Merche Esmeralda, ballando nello spettacolo “Mujeres” che debutta al Teatro Principal di Vitoria, nel Pais Basco, proseguendo la tournée con Madrid, Barcelona, il Festival di Segovia e la partecipazione agli spettacoli estivi della Universidad Complutense di Madrid.
Nella stagione 1996 viene invitata a ballare da Antonio Canales, come artista invitata nel suo spettacolo "Gitano”, che debutta nella Bienal del Flamenco di Sevilla per poi andare in tournée nei principali teatri di Spagna. La colaborazione fra Sara Baras e Antonio Canales continuerà fino all’inizio del 1999.
Nel 1997 finalmente Sara Baras forma la sua propia compagnia, partecipando allo spettacolo di chiusura del XXXVII Festival del Cante de las Minas di La Union, Murcia, ottenendo un consenso unanime di critica e di pubblico.
Nel 1998, la sua compagnia, composta da 7 musicisti e da  7 bailaoras, 8 con Sara, presenta lo spettacolo "Sensaciones", spettacolo dedicato a sua madre Concha Baras, che debutta nell’Auditorio de Murcia, e lo spettacolo “Cádiz-la isla” che debutta al teatro Maestranza nella Bienal di Sevilla .
Nel 1998 la compagnia di Sara Baras si esibisce al Festival de Evian, diretto dal Maestro Rostropovich.
Alla fine dello stesso anno presenta in televisione, alla TVE, il programma "Algo más que Flamenco",  dapprima per 13 puntate, poi per altre 26.
Nel 1999 partecipa al film “Mission Impossible II” con Tom Cruise, ballando nel Patio de la Casa Pilatos di Sevilla.
Nello stesso anno la SGAE (Sociedad General de Autores y Editores, la SIAE spagnola), le riconosce il Premio Max de las Artes Escénicas come miglior interprete di danza.
Sempre nel 1999, Sara Baras debutta con il suo spettacolo "Sueños" al Teatro Villamarta di Jerez, invitando a sua volta some artisti ospiti Estrella Morente e Miguel Toleo.
Ancora nel 1999, Sara Baras è artista invitata nella Compañía Flamenca de "El Güito".
Sara Baras ha anche preso parte a manifestazioni del mondo della moda, presentandosi nella Settimana della moda di Londra nella sfilata per la collezione di Amaya Arzuaga. Sara Baras ha anche presentato, con le danzatrici della sua compagnia, la collezione di intimo Triumph, con una sfilata danzata che ha avuto grande successo. Ha anche posato per un catalogo di gioielli di Cartier e ha sfilato per Francis Montesinos.

Nel 2000 fa una tournée con la sua compagnia in Giappone, Perú, Costa Rica e Panama, Brasile, USA, Colombia, Francia.
Presenta nello sesso anno lo spettacolo "Juana la Loca (Vivir por amor)" alla Bienal di Sevilla e al Gran Teatro Falla di Madrid.
Da 2002 porta in tournée il suo spettacolo “Mariana Pineda” collezionando ovunque successi, cosa che le ha valso il Premio Nacional de Danza nel 2003.
Sara Baras ha partecipato alla Exposición Filatélica Mundial di Madrid, in qualità di rappresentante femminile della danza spagnola, con una edizione limitata di francobolli.
Come artista in questi ultimi anni è talmente richiesta che è molto difficile vederla esibirsi al di fuori dei grandissimi teatri, ed è così impegnata negli spettacoli in giro per il mondo che è quasi complicato poterla vedere nella stessa Spagna.
Nel settembre 2007 debutterà con una nuova versione di Carmen nel Liceo di Barcelona.
Sara Baras, come si nota dalla sua eterogenea biografia, è un personaggio pubblico, di quelli onnipresenti sulla stampa rosa. Il pubblico la adora e ai suoi spettacoli in Spagna si registra sempre il tutto esaurito.
Nei suoi spettacoli mette una cura incredibile, che giunge fin nei minimi particolari: le sue produzioni sono infatti molto belle esteticamente quanto a luci, colori, coreografie, pulizia della qualità del suono, costruzione scenica. Crea immagini pittoriche utilizzando i corpi dei suoi danzatori in movimento ma anche nella statica, offrendo movimenti di scena fantasiosi.
Per i costumi Sara Baras usa sempre abiti molto ampi, a doppia ruota, di seta svolazzante, sovrapponendo tessuti e mescolando ad arte i colori alla ricerca della bellezza.
Questa estrema ricerca della bellezza rende spesso lo spettacolo poco veritiero, e dà risalto al personaggio di Sara Baras più che comunicare emozioni flamenche. Si tratta di una sua indiscutibile scelta personale.
Tecnicamente il baile di Sara è molto energico, forte e di altissima precisione tecnica. Il suo zapateo raggiunge velocità e puliza mirabili e si accompagna ad un uso del corpo elegante e studiato, che ben si accompagna con la sua figura sottile e leggera.
E’ proprio un “animale da palcoscenico”: la sua esperienza di scena è così forte che sa molto bene come guadagnarsi l’attenzione del pubblico e quando strappare l’applauso. Le piace molto creare atmosfere sospese, ballando magari nel silenzio e facendo risuonare una media planta, o lo schiocco delle dita in penombra, per poi esplodere in una ritmica complessa e rapida, in un crescendo di energia e vitalità.
Ha un modo del tutto personale di usare la gonna nel baile, che viene drappeggiata quasi come fosse un manton, appoggiata su un braccio o addirittura annodata.

 

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