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Manuel Muñoz Alcón, Manolo Sanlúcar.

 

manolo_sanlucar_flamenco_milano_200Nasce nel 1943 nel borgo costiero di Sanlúcar de Barrameda affacciato sul delta del Guadalquivir in provincia di Cádiz, tra le maremme ed ai piedi dei vigneti di Palomino che conducono alle porte di Jerez.

A soli sette anni suo padre lo introduce nel mondo della chitarra flamenca, a quattordici incomincia la sua carriera professionale come chitarrista di accompagnamento con l'affetto e l'appoggio della sua madrina artistica Pastora Pavón, La Niña de los Peines. Accompagnando grandi figure di quell'epoca come Pepe Marchena riceve la preziosa eredità storica della cultura flamenca.

La sua inquietudine artistica lo porta ad esprimersi attraverso l'attività concertistica e la composizione.

Durante i suoi esordi come concertista la sua attività si sviluppa prettamente all'interno del mondo accademico ed universitario.
Nel 1972 si esibisce all'interno dell'ateneo di Madrid; pubblico e critica lo consacrano come chitarrista da concerto. Lo stesso anno realizza una tournée in Italia partecipando al World Guitar Festival di Campione dove ottiene il primo premio.

Da allora consegue il riconoscimento non solo all'interno del mondo del flamenco ma anche in quello della musica sinfonica presentando le sue opere nei più prestigiosi teatri del mondo.

Nel 1991 viene premiato con il 'Compas del Cante' considerato come il premio Nobel del flamenco.

Nel 1994 la prestigiosa rivista statunitense 'Guitar Player' lo nomina a votazione popolare 'Best Flamenco Guitarist'.

La sua tecnica proverbiale non perde mai contatto con l'improvvisazione e la spirituale comunicazione dello stile flamenco. Il virtuosismo non è la meta, bensì una strada per comunicare la sublimazione nelle sue qualità emotive.
La sua opera 'Fantasia para Guitarra y Orchesta' è la prova della sua capacità di riuscire nell'opera di fusione tra la chitarra classica e quella flamenca, nonostante queste due scuole siano sempre state considerate agli antipodi tra di loro quando non direttamente antagoniste.
Il suo concerto per chitarra e orchestra in re maggiore 'Trebujenda' apre una nuova porta al flamenco attraverso la musica classica e costituisce una rivelazione compositiva partendo da radici flamenche.
La sua 'Medea' composta per il Ballet Nazionale Spagnolo ha fatto il giro del globo riscuotendo successo ovunque.sanlucarmedea_200
sanlucar_tauromagia_200'Tauromagia' segna una svolta nella musica flamenca attraverso un percorso nel mondo dei tori. Voce, chitarra, con un coro di corde, metalli e percussioni, percorrono nota dopo nota la storia dell'arte della tauromachia. Dalla nascita del toro 'Nacencia', all'uscita trionfale del torero dalla porta grande, la 'Puerta del Principe', si succedono incatenati armonicamente i momenti di speranza, timore, allegria, morte e gloria che compongono la festa.
La sua opera 'Soleá' viene inaugurata nel dicembre del 1988 dal Ballet Nacional. In quest'opera Manolo Sanlúcar penetra nel profondo dell'anima andalusa attraverso la narrativa di due donne di paese. A volte drammatica a volte allegra, l'opera riflette la quotidianità dell'Andalusia attraverso un lavoro musicale nel quale l'armonia delle note e la bellezza melodica soggioga fin dall'inizio lo spettatore.

Classico dal punto di vista interpretativo e grande innovatore nella composizione, la sua sensibilità artistica e le sue idee precise lo portano a trasmettere attraverso la chitarra l'essenza più pura dell'animo andaluso.
Per inaugurare l'Expo'92 gli viene commissionata dal ministero della cultura l'opera 'La Gallarda' su libretto di Rafael Alberti.
Il 20 Maggio 1992 debutta a Málaga la sua sinfonia 'Aljibe' per chitarra, orchestra sinfonica cori emanuel_muoz_alcn_300 percussioni. Suona l'orchestra sinfonica di Málaga diretta da Enrique García Asensio.
E' direttore musicale del film 'Sevillanas' di Carlos Saura, nel quale suona anche, presentando un simpatico dialogo di botta e risposta con Paco de Lucía. Sempre sotto la direzione di Saura suona anche in 'Flamenco' insieme al jerezano Diego Carrasco.

Arriva ad incidere dirigendo la 'Royal Philarmonique of London' nella realizzazione della colonna sonora di un film di produzione giapponese dal titolo 'Viva la Blanca Paloma'.

I due lavori più salienti che gli sono stati affidati recentemente sono una versione orchestrale dell'inno andaluso commissionatogli dalla giunta regionale dell'andalucia e l'opera '11 M' per conto del parlamento andaluso in omaggio alle vittime dell'attentato di Madrid alla stazione di Atocha. Quest'ultima opera è stata inaugurata nel settembre 2005 nel teatro Maestranza di Siviglia dall'orchestra sinfonica della città stessa.

 

Manolo Sanlúcar pensa che un artista dovrebbe essere per metà radice, abbarbicato alla tradizione, portatore della sapienza dei predecessori, e per metà passero, capace di sognare, volare per aprire nuovi sentieri per esprimere l'arte.

 

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