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Figura emblematica del Flamenco, Manuel Santiago Maya, in arte Manolete, nasce a Granada nel 1945, fra le cuevas del gitanissimo barrio del Sacromonte, nell’ambito di una famiglia molto flamenca: il nonno era il chitarrista Juan Maya Fajardo, i fratelli pure chitarristi, Marote e Pepe Maya.
Inizia la carriera professionale molto giovane, a soli 7 anni, ballando in molti tablaos andalusi. A soli 15 anni raggiunge il fratello chitarrista, Juan Maya Marote, a Madrid.
Diventa ben presto figura di punta de tablaos della capitale, la Villa y Corte, Las Cuevas de Nemesio e La Torre Bermeja, soprattutto dopo che vede la Farruca, ballata da Juan El Pelao, e decide di farne il proprio cavallo di battaglia, diventandone un vero caposcuola.
Nei tablaos di Madrid si trova a lavorare al fianco di tutta una generazione di bailaores che hanno ricevuto il marchio di Pilar López: Antonio Gades, suo cugino Mario Maya, El Güito...con i quali si riconosce.
Fonda nel 1971 il gruppo Los Cabales con Faiquillo, Loli Nuñez e Carmen Heredia  e al tempo stesso va in tournée con i maggiori artisti del momento: Manuela Vargas, María Albaicín o La Chunga, giungendo trionfante in Giappone.
Negli anni ’80 Manolete diventa una figura di primissimo rilievo. E’ artista invitato del Ballet Nacional de España, primo ballerino nello spettacolo “Macama Jonda”, il primo esperimento di fusione fra Flamenco e musica araba, nel quale la sua Farruca acquisisce ancor più forza, collabora con la Cumbre Flamenca, la coppia con El Güito, balla in “Los Tarantos” di Alfredo Mañas, e percorre in lungo e in largo tutto il mondo con acclamati spettacoli.
Negli anni ’90 tutta la Spagna lo riconosce come un genio originale, fortemente radicato nella tradizione ma che sa imporre un’estetica sua.
Nel 1996 debutta una sua versione de “El amor brujo” e partecipa alla Bienal de Flamenco di Sevilla,
Il suo “Flamenco soy”, che debutta al festival di Granada nel 1992, chiude la Bienal di Sevilla nel 1996 e apre il Festival di Jerez nel 1998, e gira in teatri molto importanti.
Nel 2000 presenta alla Bienal de Flamenco di Sevilla, accanto a El Güito lo spettacolo “Sólo flamenco”.
Manolete realizza anche coreografie per altri, come quella per la Compañía Andaluza de Danza, “Latido flamenco”.
In tutto il mondo tiene lezioni e seminari.
 
Il suo baile ha qualcosa di ancestrale, fuori dal tempo.
Ama le linee sobrie, lunghe, con affondi e passi larghi, grandi, che ben si adattano alla Farruca, ma che caratterizzano anche il suo stile por Alegrías che ha fatto scuola.

Il suo stile è forte e pulito e ha fatto scuola nel mondo del Flamenco, tramandando l’eredità di un messaggio artistico puro, senza contaminazioni da parte di altre tecniche: i puristi lo considerano uno dei maggiori artisti di tutti i tempi.

 

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