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José Menese


jose_menese_la_union_2006_400Il cantaor José Menese Scott nasce nel 1942 a La Puebla de Cazalla (Sevilla). A soli 8 anni inizia a cantare nella calzoleria paterna e in occasione di feste.
Nel 1959, dopo aver fatto spettacoli nei teatri de La Puebla e al 'Café Central', debutta al Cine Carretria di Osuna (Sevilla), presentato da Antonio Mairena. Entra quindi nel mondo del cante professionale, spinto dall’amico pittore e paroliere Francisco Moreno Galván che lo presenta a molti artisti, dal 1963 al 1968 fa parte del cuadro del tablao Zambra, accanto a Pericón de Cádiz, Perico el del Lunar, Rafael Romero, Juan Varea e Rosa Durán.
La televisione tedesca lo assume per cantare in accompagnamento a La Singla in un cortometraggio. Il successo ottenuto gli vale una tournèe in Germania.
Il suo primo disco, con letras di Moreno Galván, come tutti i successivi e con contenuti fortemente  sociali, viene riconosciuto con il 'Premio Nacional del Disco della Cátedra de Flamencología y Estudios Folklóricos Andaluces' di Jerez de la Frontera.
Due anni dopo ottiene il premio onorario 'Tomás El Nitri' al 'Concurso Nacional de Arte Flamenco di Córdoba'. A partire da questo riconoscimento Menese diviene una delle figure di punta nei festival andalusi.
Nella sua carriera riceve molti riconoscimenti e premi, fra cui il premio por siguiriyas di Marbella, del 1966, il premio di Mairena del Alcor, del 1967, il premio 'Popular' del quotidiano Pueblo, del 1968, la 'Saeta de Oro' di Sevilla, del 1969, la 'Taranta de Oro' di Almería, del 1971, il 'Premio Nacional de Cante de la Cátedra de Flamencología', del 1974 e il 'Cabal de Plata', di Radio Nacional, del 1987, attribuitogli dal consenso popolare.
Nel 1967, su idea dello stesso José Menese, e sotto la direzione artistica di Francisco Moreno Galván, iniziarono a La Puebla de Cazalla le 'Reuniones del Cante Jondo'.
Nel 1968 si sposa con Encarnación Gil.
Nel 1969 viene definito fra i famosi di Siviglia.  Fra i suoi numerosi spettacoli, negli anni '70 partecipa al 'Festival de la Canción Ibérica' a Parigi.
Nel '73 e nel '74 si esibisce all’Olympia di Parigi. Nel 1974 fa il suo ingresso ufficiale a Madrid al Teatro Marquina, accompagnato alla chitarra da Manolo Brenes e alle palmas da Paco Valdepeñas. Ha molto successo al Teatro Barceló di Madrid, al Palau de la Música e alla Galería Juana Mordó di Barcelona.
Ne 1975 canta un brano de 'La Vida Breve', di De Falla, al Teatro Real di Madrid con la Orchestra della Radio Televisión Española. Nel 1985, con l’Orchestra e il Coro Nazionali di Spagna, si esibisce a New York nell’ambito del concerto per la Giornata delle Nazioni Unite, accompagnato alla chitarra da Enrique de Melchor.
Negli anni '91 e '92 si esibisce all’Auditorio Nacional, nel ’91 con Enrique de Melchor e nel ‘92 nell’ambito del programma musicale dell’Università Autonoma con Enrique de Melchor e Juan Carmona Habichuela alla chitarra.
Nel 1991 canta nell’Auditorium dell’Istituto Cervantes di Parigi nel concerto Homenaje a Manuel de Falla, accanto a Carmen Linares.
Nel Natale del 1994 canta al Teatro Monumental di Madrid in un concierto registrato dalla Radio Clásica per lo speciale Euro-Radio '94: 'La Navidad en Europa' con Carmen Linares e Manuel Morao.
Nel 1996 esce un libro che racconta la sua 'Biografía Jonda', ad opera di Génesis García.
Nel 1997 José Menese ha ricevuto due frai premi più prestigiosi, il 'alardón Flamenco Calle de Alcalá' emesso daljose_menese_festival_del_cante_jondo_2006_400 Festival Flamenco Caja de Madrid, e il premio 'Patriarca del Cante' della Cumbre Flamenca di Murcia.
Nel settembre del 1997 presenta il suo ultimo cd 'A mi madre Remedios', nella programmazione dei 'Veranos de la Villa' organizzati dal comune di Madrid, accompagnato dalla chitarra di Enrique de Melchor e con Chano Lobato e Juan Carmona Habichuela come artisti invitati.
Nell’ottobre del 1997 canta ne 'La Vida Breve' di Manuel de Falla, diretto dal Maestro García Navarro, con debutto al Teatro Real di Madrid.
Nello stesso mese si esibisce per il ciclo flamenco del Festival de Otoño di Madrid.
Menese è uno dei maggiori cantaores non gitani, con una passione per il flamenco enorme e molto sentita, una voce piena, rotonda e carica di echi jondi. E’ stato elogiato da intellettuali, scrittori, poeti e flamencologi, come Rafael Alberti, Fernando Quiñones, Blas de Otero, Ramón Chao, Félix Grande, Antonio Gala...


Quando José Menese aveva solo 25 anni, nel dizionario Larousse compariva già il suo nome, la sua discografia e la specifica del suo lavoro di innovazione e nobilitazione dell’arte del flamenco.
Caso unico fra gli artisti del genere, questo fatto ne mostra la chiara fama.
José Menese, insieme con Francisco Moreno Galván, interessò i flamencologi, cosa che rese noto il flamenco a nuovi strati della società, grazie a personaggi che creano nuove opinioni culturali, e rendono la cultura jonda ancora più viva.
José Menese, rappresenta un esempio vivente della rinascita dell’arte flamenca avvenuta negli anni ’50 e ’60, e continua sino ad oggi la sua carriera sempre coerente con il proprio stile purista.
Nei suoi spettacoli in centri culturali e università si rende noto ad un pubblico di giovani, universitari e progressisti, in favore della diffusione dell’arte del flamenco, grazie alle sue strofe di argomento contestatorio. Menese è comunista dichiarato da sempre.

La personalità artistica di José Menese è stata cantata persino in una poesia di Rafael Alberti, ed è stata descritta da tutti i critici del flamenco e da numerosi flamencologi.
Ne dice Manuel Ríos Ruiz: “José Menese ha prima di tutto una afición vera e profonda, che si vede anche soltanto al vederlo pensare al cante prima di cominciare con l’introduzione. E questo ha il suo valore, tanto quanto lo ha il suo attegiamento di fronte al pubblico, il suo sapere come stare sul palco. Afición e modo di fare, però, non sono jose_mesese_antonio_carrion_festival_de_la_union_2006_450sufficienti a creare un artista di punta; la cosa principale nel flamenco è avere capacità e competenze. Menese di queste qualità ne ha da vendere. La sua voce solenne ha vigore perché ha tronco e radici jondi; suona antica, leggendaria, si leva con forza e insieme con garbo, e chiude rumorosa e elegante, legittima, nei momenti giusti di ogni tercio. Per Menese vanno bene i cantes libres, le tonás ed i canti antichi della famiglia delle  siguiriyas. Ma la sua arte di cantaor non si apprezza solo in questi stili: anche nelle soleares e nei tangos e tientos è un grande interprete, senza trascurarne il bel cante por malagueñas e granainas, por tarantas e serranas. E’ un cantaor largo, benché non gli piacciano gli stili più ritmici e festeros, e si distingue sempre come un indiscutibile professionista”.
Ramón Chao ne scrive: “Conviene giudicare Menese per le sue qualità intrinseche e si devono tralasciare le strumentalizzazioni  eccessive, fonti di elogi superficiali e di risentimenti irragionevoli. Menese è il risultato della combinazione fra una voce eccezionale, la sua terra, e lo studio serio e coscienzioso: tutto ha contribuito a fare di lui uno dei maggiori cantaores della storia del flamenco... Quanto sopra, unito ad una enorme capacità di trasmissione, fa si’ che gli intellettuali apprezzino Menese”.

 

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