Parte Terza
Nell' autunno del 1991 esce sul mercato il “Concierto de Aranjuez”, la conosciuta composizione di Joaquín Rodrigo. Il disco è stato oggetto di reazioni contrastanti, benché il compositore stesso abbia mostrato grande entusiasmo nell'ascoltare l'interpretazione della sua opera fatta da Paco de Lucía. Alcuni esperti del mondo musicale applaudirono le nuove dimensioni che il chitarrista flamenco diede al concerto di Rogrigo, altre voci protestarono per quel che consideravano un'intromissione nel terreno della stesura classica.
Tirando le somme, questo lavoro può considerarsi un altro dei trionfi di Paco.
Nella seconda parte del disco Cañizares realizza un arrangiamento per tre chitarre, con un risultato eccellente, di tre pezzi di “Iberia” di Isaac Albéniz, “Triana”, “Albaicín” ed “El Puerto”.
“Live in America” esce nel 1993. Raccoglie il repertorio che Paco interpretò durante la primavera e l'estate di quell’anno nei suoi concerti. Il disco mostra un nuovo passo avanti nel cammino della progressiva maturità del chitarrista. Il flamenco predomina nell'insieme dell'opera, anche se è stato detto che "il prodotto finito ha rasentato il disastro ed a Paco non è piaciuto il risultato finale" (J.J. Téllez).
L'album contiene pezzi come “Mi niño Curro”, “Tio Sabas”, “Ziryab”, “Soniquete”, “La Barrosa” e si chiude con una rumba, “Buana Buana King Kong”, che stona un po' con la linea segnata nell'insieme dell'incisione e che è invece, nonostante ciò, divenuta molto popolare.
Nel 1998, registra un nuovo disco, “Luzía” nel quale vuole trasmettere il dolore per la perdita di sua madre, una seguidilla intitolata “Lucía”, e del suo amato amico Camarón, scomparso ormai da cinque anni, “Rondeña Camarón”. Il disco porta il nome di sua madre, anche se con un gioco di parole: “Luzía” in spagnolo vuol dire “Riluceva”. Il disco viene classificato come "opera magnifica nella quale il chitarrista dà un giro di vite nel rinnovamento ampliando il linguaggio flamenco di Siroco".
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