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Antonio El Pipa

"Il duende del flamenco è innato in colui che ha avuto in sorte il fatto di nascere in seno ad una famiglia gitana di Jerez; esprimiamo i nostri sentimenti e ci capiamo ballando, cantando e suonando la chitarra. Ho la fortuna di essere stato nella migliore delle scuole, quella della mia terra, e di aver avuto i migliori insegnanti, i miei avi, che non capiscono le tecniche nuove, sia nel modernismo che nella fusion. Essi mantengono unica e intatta la loro cultura e esprimono il flamenco dal profondo dell’anima."
Antonio el Pipa nasce nel 1970 a Jerez de la Frontera, in seno ad una fmiglia gitana del Barrio de Santiago radicatissima nella tradizone del flamenco: sua nonna Tía Juana la del Pipa, figura emblematica, si impose con il suo baile come una delle più forti personalità della Spagna del XX secolo. Antonio basa la sua arte in questa eredità familiare, dalla quale trae anche il nome d’arte, ispirandosi anche allo zio, il bailaor Antonio el Pipa e alla zia Juana la del Pipa, cantaora e bailaora con la quale ancora oggi collabora.
Si forma al baile nel suo stesso ambiente famigliare, e fin da bambino prende parte alle formazioni artistiche del flamenco di Jerez.
Nella sua brillante carriera a fatto parte di numerose compagnie, fra cui quella di Manuel Morao e il Ballet Flamenco di Cristina Hoyos, esibendosi accanto ad artisti di prino piano, come Lola Flores, La Tati, José Mercé, Tomatito, Manuela Carrasco o Matilde Coral.
Ha condiviso il palco anche con grossi nomi del mondo dell’arte,  non  solo del flamenco: ricordiao José Carreras o l’Orchestra da camera di Sevilla.
Si è esibito in tantissimi teatri, fra cui il City Center di New York, il Kennedy Center di Washington, i l teatro de Les Champs Elysées di Parigi, il Queen Elizabeth Hall di Londra, il Teatro dell’Opera di Grass, il Teatro Albeniz di Madrid, il Teatro de La Maestranza di Sevilla, il Palau De La Musica di Valencia.
Le sue coreografie sono state premiatein varieoccasioni: Premio Copa Pavon del Circulo de Bellas Artes di Madrid per lo spettacolo "Vivencias", o il Premio della critica al Miglior Spettacolo per "Generaciones", che debutta al III Festival di Jerez.
Vince al Concurso nacional de Cordoba i premi “Juana la Macarrona” e “Paco Laberinto”, e la critica specializzata lo ha più volte definito come degno successore di figure come Antonio Gades, Mario Maya o El Guito.
Ha partecipato ad eventi come: Festival Internazionale di Musica e Danza di Granada, Bienal de Arte Flamenco di Sevilla, Congresso Internazionale "Rafael Alberti", Expo'92, Festival Flamenco di Madrid, Festival di Teatro Flamenco di Alhama, Festival Flamenco di Valencia, Biennale della danza di Lione, Festival Flamenco di Jerez...

Ha tenuto corsi e seminari  in mezzo mondo, ed è contattato come insegnante da importanti strutture spagnole come il Centro Andaluz di Danza, la Fundacion de Arte Flamenco Cristina Heeren, o il Festival di Jerez. Ha aperto il suo centro di danza a Jerez.
Antonio è figlio del baile gitano di tradizione pura, lineare ed elegante. Non ama dilungarsi in virtuosismi ritmici, mentre predilige la cura estrema dell’eleganza, curando fin nei minimi particolari le linee del suo baile, che ben si adattano alle linee delle sue lunghissime braccia e gambe, le creazioni coreografiche e i costumi, che sono sempre di taglio raffinato e prevedono l‘uso di colori e tessuti ricercati e raffinati. Nessun particolare è lasciato al caso.
Sul palcoscenico Antonio El Pipa si diverte, si gode ogni momento dello spettacolo, fa da anfitrione agli altri artisti, che tratta sempre come un buonn padrone di casa dovrebbe fare con i suoi ospiti: dà loro spazio ed importanza, mettendone in risalto le qualità. Nei suoi spettacoli mette in scena il flamenco puro, senza cedere alla tentazione moderna di usare il flamenco per parlare d’altro. E’ molto chiaro che per lui gli spettacoli sono il centro della sua vita.
Ancora molto giovane, Antonio ballò nel 1988 come vedette allo spettacolo di Manuel Morao "Flamenco esa forma de vivir", che debuttò al Gran Teatro di Cordoba. Sempre sotto la sua direzione, partecipò agli spettacoli "Pasión Gitana”, “Aire y Compás" (per la Expo di Siviglia del 1992) e "Jondo la razón incorporea" del quale co-dirige la coregrafía, che fu in cartellone nella VIII Bienal di Siviglia.
Ha preso parte a numerosi festivale in Spagna e all’estero e ha collaborato con la compagnia di Cristina Hoyos in "Sueños Flamencos" e "Yerma" (1993).
Nel 1994 ballò in “Apología Flamenca” e “Herejía de la llama” di Luis Pérez Palacios.
Con il Ballet de Antonio Vargas, è stato primo bailaor in "Carmen", cantata da José Carreras.
Nel 1995 vince il premio Juana la Macarrona (por alegrías) nel XIV Concurso Nacional de Cordoba e il premio Paco Laberinto (por Bulerías)
Sempre nel 1995 per la prima volta diresse una compagnia, della quale è stato anche primo bailaor con lo spettacolo "Herencia Flamenca", nel quale fece mostra, accompagnato da una parte della sua famiglia, di ciò che considera la sua eredità più importante: la cultura del popolo gitano andaluso, cioè il Flamenco.
Il suo spettacolo "Vivencias" è un po’ il risultato del suo processo artistico: esprimere sulla scena i ricordi delle feste di famiglia nel barrio Santiago di Jerez, ed insieme un omaggio alla nonna, Tía Juana la del Pipa, che è l’autentica ispiratrice della sua arte.
Fra il 1995 e il 1996 figura in moltissimi spettacoli come artista invitato, e porta in tournée lo spettacolo “Sentires Flamencos”.
Nel 1996 giunge secondo al concorso dei giovani della IX Bienal di Siviglia.
In seguito, Antonio si esibì con La Tati, l’ Orquesta de Cámara de Sevilla e la Compagnia Lola Flores, Carmen Linares.
Nel 1997 balla nell spettacolo “Un gitano de ley” di José Heredia Maya, rappresentato nella  cattedrale di Siviglia.
Sempre nel 1997 vince la Copa Jerez della Cattedra di Flamencologia.
In varie occasioni le sue opere sono state pemiate (Copa Pavón por el Círculo de Bellas Artes de Madrid per “Vivencias” o il Premio de la Crítica al mejor espectáculo del III Festival de Jerez per “Generaciones”). La critica specializzata lo ha definito “degno successore” di Antonio Gades, Mario Maya o El Güito.
Nel 1998 balla nello spettacolo di José Luis Ortiz Nuevo “Huellas... antología de un tiempo (1926-1986)” al Teatro de la Maestranza di Siviglia e partecipa alla serata di gala del II Festival di Jerez con Manolete e Milagros Mengíbar.
Nello stesso anno viene premiato dall’associazione Nazionale dei Critici dell’arte Flamenca.
Presentó nel 1999 lo spettacolo “De la tierra”, al teatro Lope de Vega di Siviglia e “Generaciones” al III Festival de Jerez, vincendo il premio della critica.
Nel 2000 riceve il premio al miglior bailaor dalla rivista audiovisiva Flamenco Hoy.
Nel marzo 2003 balla al VII Festival de Jerez, con Juan Moneo “El Torta”e Fernando Terremoto, due emblematici personaggi del Flamenco Jerezano, come artisti invitati.

E’ stato invitato ad esibirsi al World Music Institute di New York con il musical “Gypsy Caravan” che è stato in cartellone in moltissimi teatri oltre oceano.
L’Istituto Cervantes ha sovvenzionato il suo spettacolo con Carmen Linares, che ha girato Egitto, Giordania, Siria, Marocco e Inghilterra.

Nel 2000 porta in scena ben 25 bailaores nello spettacolo “Puntales”, che debutta al teatro Maestranza nell’ambito della Bienal di Sevilla.
A Madrid, al Teatro de la Zarzuela, lavora fianco a fianco con la bailaora granadina Eva la Yerbabuena.

 

Coreografie della compagnia di flamenco di Antonio el Pipa:

"Vivencias"
-che debutta al Teatro Lope de Vega di Sevilla, nel 1997,
PREMIO COPA PAVON-

"Generaciones"
-che debutta al Teatro Villamarta di Jerez nel 1999 e riceve il premio della Critica al Miglior Spettacolo-

"Puntales"
-che debutta al Teatro de La Maestranza di Sevilla nel 2000-

"Trilogia"
-che debutta al Teatro Villamarta di Jerez nel 2001-

"De la Tierra"
-che debutta al Teatro Alhambra, nell'ambito del Primo Circuito Andaluz del Flamenco nel 20001-

"De cai... el Baile"
-che debutta al VI Festival di Jerez nel 2002-

“De Tablao”

 

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